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Il Polo Formativo su Radio24

Il Polo Formativo su Radio24

Domenica 1 marzo Radio24, durante la trasmissione “Si può fare”, ha parlato del Polo Formativo LegnoArredo con il direttore Angelo Candiani. Una scuola che insegna ai giovani come si lavora il legno e forma tecnici professionisti grazie a corsi dopo la terza media e dopo il diploma – dove ci si specializza anche in ambiti quale il marketing -, fino alla formazione permanente.

L’interesse destato dall’emittente sta nel fatto che “c’è sempre più richiesta di formazione in settori in cui l’Italia eccelle ma non ha sufficienti professionisti”. Il Polo Formativo è nato per colmare questa assenza. Esso infatti, come ha spiegato Candiani, “è stato fortemente voluto da FederlegnoArredo perché le scuole che insegnavano questo tipo di professione andavano via via calando, in particolare in Brianza, quasi come se quello del falegname fosse un mestiere abbandonato. E invece no, soprattutto con l’avvento delle nuove tecnologie. Si tratta infatti di un lavoro bellissimo”. Ciò ha fatto sì che il numero di studenti aumentasse considerevolmente, soprattutto dopo l’inaugurazione della sede ufficiale del Polo, nel 2018. “E questo è l’aspetto straordinario” ha proseguito Candiani: “Sembra che i giovani non siano interessati a fare un lavoro che offre un valore aggiunto, invece basta avere una proposta di qualità e loro sanno benissimo scegliere”.

Formazione a filiera

La proposta del Polo è di “una formazione a filiera, dai 14 anni fino a quando è necessario, all’interno di un sistema strutturato. Il valore aggiunto è stato dato negli ultimi anni dagli ITS, Istituti Tecnici Superiori, corsi post-diploma progettati per competenze, cioè per quello che serve al settore di riferimento, ed erogati per moduli. In tal modo si possono regolare le competenze secondo le esigenze delle aziende. Grazie a questo sistema è facile capire che si può arrivare anche alla formazione continua e permanente, per chi già lavora e ha bisogno di rimanere aggiornato, soprattutto sulla continua innovazione tecnologica”.

Ma c’è differenza rispetto alla formazione che si faceva un tempo in bottega? “Si continua ad andare in bottega, si ha ancora un maestro, e l’aspetto della conoscenza della trasformazione del materiale c’è ancora. Oggi però formiamo un falegname industriale, che lavora con macchine a controllo numerico per arrivare a realizzare il prodotto finito” ha precisato Candiani.

Falegnami industriali

È diventato dunque un mestiere specializzato? “Certamente. Quella del falegname è una professione antica e bellissima, ma anche gli artigiani hanno bisogno delle nuove tecnologie e, quando prendono un nostro studente che ha imparato a usare le macchine, si accorgono che porta un valore aggiunto a un lavoro che è già di per sé nobile” ha detto Candiani.

E i giovani trovano lavoro? “Hanno immediatamente proposte di lavoro” ha risposto il direttore, “soprattutto grazie al fatto che durante ogni anno scolastico il 30% delle ore viene svolto in tirocinio presso le aziende, e queste ore sono da aggiungere a quelle passate a scuola in laboratorio. Tale preparazione permette alle imprese di vedere subito se i giovani hanno la passione per il mestiere, e le competenze per svolgerlo. Ma c’è di più” ha aggiunto Candiani: “Molti nostri ragazzi svolgono la formazione con un contratto di apprendistato di primo livello, assunti dunque dalle aziende. Alla fine del percorso molti imprenditori intendono tenerli, ma tanti giovani vogliono tornare a scuola per imparare sempre di più e le aziende li aspettano” ha concluso Candiani.

Ascolta l’intervista di Radio24 (dal minuto 37,40 al minuto 49,30)